L'accuratezza inventariale (inventory record accuracy) dice quanto ci si può fidare dei numeri del sistema. Si misura contando un campione di ubicazioni o di articoli e calcolando la quota di quelli in cui la quantità fisica coincide con quella teorica, di solito con una tolleranza per articolo (per esempio ±2 per cento sui pezzi piccoli e nessuna tolleranza sui pezzi di valore). Un valore sotto il 95 per cento rende inaffidabile qualunque calcolo di riordino.

In pratica

Le cause delle differenze sono quasi sempre di processo: prelievi non registrati, ricevimenti confermati senza contare, rifornimenti saltati, resi messi a scaffale senza registrazione, etichette di ubicazione sbagliate. Per questo l'indicatore si migliora intervenendo sul processo e verificando con l'inventario ciclico, non "sistemando" le giacenze alla fine del mese. La misura va fatta per zona e per operatore, per capire dove intervenire.

Attenzione a

L'accuratezza a valore (il totale a euro coincide) e quella a quantità per ubicazione sono due cose diverse: la prima può essere perfetta con metà delle ubicazioni sbagliate, se gli errori si compensano. Per far funzionare il magazzino serve la seconda.

Fonte. Pratica professionale; dizionario APICS/ASCM.