L'EORI è un codice univoco, valido in tutta l'Unione, assegnato dallo Stato in cui l'operatore è stabilito. In Italia è composto dal prefisso IT seguito dalla partita IVA (o dal codice fiscale per chi non ha partita IVA). Serve per ogni dichiarazione doganale, per le domande di autorizzazione, per lo status AEO e per molti sistemi di controllo.

In pratica

Un'impresa italiana con partita IVA ha di norma l'EORI attribuito in automatico alla prima operazione, ma conviene verificarne la validità nella banca dati europea prima della prima spedizione. Gli operatori stabiliti fuori dall'Unione che devono presentare dichiarazioni (per esempio un fornitore extra-UE che vende DDP) devono chiedere un EORI nello Stato membro della prima operazione. Il codice va riportato sui documenti di spedizione e comunicato allo spedizioniere.

Attenzione a

Un EORI non valido blocca la dichiarazione al momento dell'accettazione, con la merce già in porto o in aeroporto e le soste che partono. La verifica costa un minuto e va fatta prima.

Fonte. Art. 9 del Regolamento (UE) 952/2013 e artt. 3-7 del Regolamento delegato (UE) 2015/2446; verifica dei codici sulla banca dati EORI della Commissione europea; istruzioni sul sito ADM.