I container marittimi hanno misure fissate da una norma ISO: i due formati più usati sono il 20 piedi (lunghezza esterna 6,058 m) e il 40 piedi (12,192 m), entrambi larghi 2,438 m e alti 2,591 m; la versione high cube del 40 piedi è alta 2,896 m. Il TEU è l'unità di conto: un 20 piedi vale 1 TEU, un 40 piedi vale 2 TEU. Porti, navi e statistiche misurano i volumi in TEU.
In pratica
Un 20 piedi contiene circa 33 m³ e porta fino a 28 tonnellate circa di merce, ma la massa totale ammessa su strada in Italia è il vincolo reale: un container pieno di merce pesante satura il limite di peso del veicolo molto prima del volume. Oltre ai container dry esistono i reefer (refrigerati, con la propria unità frigorifera), gli open top, i flat rack per carichi fuori sagoma e i tank per liquidi. Ogni container ha un codice univoco di undici caratteri (proprietario, serie, cifra di controllo) e una targa CSC che ne attesta l'idoneità.
Attenzione a
Il peso lordo verificato (VGM): per legge il caricatore deve comunicare al vettore marittimo il peso effettivo del container pieno prima dell'imbarco, con uno dei due metodi ammessi; senza VGM il container non sale a bordo.
Fonte. ISO 668 (classificazione, dimensioni e masse dei container) sul sito ISO. Obbligo VGM: Convenzione SOLAS, capitolo VI, regola 2, e circolare attuativa del Comando generale delle Capitanerie di porto (Guardia Costiera).