Il nolo (freight) è il corrispettivo che si paga a chi trasporta. Nel marittimo si esprime per container (per esempio una cifra per 40 piedi su una rotta) o, nel groupage, per metro cubo o tonnellata; nell'aereo per chilogrammo tassabile (il maggiore tra peso reale e volumetrico). Il nolo "base" è solo una parte del costo: si aggiungono supplementi per carburante, congestione, stagione alta, valuta, oltre alle spese di terminal e di documentazione.

In pratica

I noli marittimi sono volatili: oscillano con la domanda, con la capacità delle navi e con eventi geopolitici, e possono raddoppiare o dimezzarsi nel giro di mesi. Gli indici pubblici (per esempio quelli pubblicati dalle borse noli di Shanghai e dalle società di analisi) servono a capire la direzione, non a prezzare la singola spedizione. Chi spedisce con regolarità sceglie tra tariffa spot e contratto a tariffa fissa per un periodo; chi non vuole il rischio lo trasferisce nel prezzo di vendita con un Incoterm che lasci il nolo a carico della controparte.

Attenzione a

Le soste. Dopo la franchigia, il container fermo al terminal (demurrage) o fuori dal terminal in attesa di restituzione (detention) costa una cifra al giorno che cresce rapidamente: i giorni franchi vanno negoziati prima e rispettati.

Fonte. Pratica professionale. Per il contratto di trasporto marittimo: artt. 419 e seguenti del Codice della navigazione, su Normattiva.