L'intermodale combina più modi di trasporto, con la merce che resta nella stessa unità di carico per tutto il viaggio: il camion porta il container o la cassa mobile al terminal, il treno o la nave fa la tratta lunga, un altro camion fa la consegna finale. Si chiama combinato quando la tratta stradale è limitata al tragitto iniziale e finale e quella lunga è su ferro o acqua.
In pratica
Conviene sulle distanze lunghe (come riferimento, oltre i 400-500 km per il ferroviario in Europa) e per flussi regolari, perché i treni hanno orari fissi e vanno riempiti. I vantaggi: costo per tonnellata-chilometro più basso sulla tratta lunga, emissioni minori, meno vincoli di tempi di guida. Gli svantaggi: tempi totali più lunghi, dipendenza dalla puntualità del terminal e del treno, necessità di unità di carico adatte (casse mobili e semirimorchi gruabili). Esistono incentivi pubblici per il combinato strada-rotaia ("ferrobonus") e strada-mare ("marebonus").
Attenzione a
Le responsabilità lungo la catena. Un trasporto intermodale può avere un unico contratto con un operatore multimodale (MTO) o contratti separati per ogni tratta: in caso di danno, cambia chi risponde e con quale limite.
Fonte. Direttiva 92/106/CEE sul trasporto combinato, su EUR-Lex. Incentivi ferrobonus e marebonus: pagine dedicate sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.