L'interporto è per legge un complesso organico di strutture e servizi integrati, finalizzato allo scambio di merci tra diversi modi di trasporto, con almeno un terminal ferroviario adatto a treni completi e collegato alla rete nazionale. In Italia la rete degli interporti è stata pianificata dallo Stato a partire dagli anni Novanta; i principali (Verona, Bologna, Padova, Nola, Parma, Torino, tra gli altri) sono gestiti da società a capitale misto pubblico e privato.

In pratica

Per un'impresa, insediarsi in un interporto significa avere a portata di mano il terminal intermodale, la dogana, i servizi di manutenzione e le aree di sosta per i mezzi, oltre a magazzini costruiti per la logistica. I treni che collegano gli interporti ai porti e ai terminal europei permettono di spostare sul ferro i flussi regolari. Gli interporti ospitano spesso anche depositi doganali e depositi IVA.

Attenzione a

Non tutti i "poli logistici" sono interporti: la qualifica dipende dal riconoscimento di legge e dalla presenza del terminal ferroviario, e incide sull'accesso ai finanziamenti pubblici per l'intermodalità.

Fonte. L. 4 agosto 1990 n. 240 (interventi dello Stato per la realizzazione di interporti) e successive modifiche, su Normattiva; elenco e dati sul sito dell'Unione Interporti Riuniti.