Tra Paesi dell'Unione non ci sono dogane, ma lo Stato deve comunque sapere cosa si scambia: per l'IVA (per incrociare le operazioni intracomunitarie dei due Paesi) e per le statistiche del commercio estero. Gli elenchi Intrastat servono a questo: ogni soggetto IVA che vende o acquista beni e servizi da operatori di altri Stati membri li presenta all'Agenzia delle Dogane, con periodicità mensile o trimestrale a seconda dei volumi.
In pratica
Gli elenchi riportano, per ogni controparte, il numero di partita IVA, il valore e, per i beni, il codice di Nomenclatura combinata, la massa netta o le unità supplementari, il Paese di origine (per le cessioni) e la natura della transazione. Le soglie che determinano la periodicità e l'obbligo di compilare i dati statistici sono fissate con determinazioni dell'Agenzia e sono cambiate più volte: vanno verificate ogni anno. Gli elenchi si inviano in via telematica tramite il servizio dell'Agenzia o l'Agenzia delle Entrate.
Attenzione a
Intrastat è un adempimento dell'ufficio amministrativo, ma i dati vengono dalla logistica: pesi, codici e Paesi di origine sbagliati generano sanzioni e discordanze con la controparte. Chi prepara le spedizioni deve fornire dati esatti.
Fonte. Art. 50, comma 6, del D.L. 30 agosto 1993 n. 331 (convertito dalla L. 29 ottobre 1993 n. 427) e Regolamento (UE) 2019/2152 sulle statistiche europee sulle imprese, su Normattiva ed EUR-Lex; istruzioni e soglie sulle pagine Intrastat dell'ADM.