La logistica inversa (reverse logistics) copre tutto ciò che si muove dal cliente verso l'origine: resi commerciali (il cliente cambia idea o il prodotto è difettoso), richiami, prodotti a fine vita da raccogliere per il riciclo, imballaggi e supporti riutilizzabili (pallet, casse, roll) da recuperare. È un flusso più costoso per unità di quello diretto, perché arriva in piccole quantità, non programmato, in condizioni variabili e va controllato pezzo per pezzo.

In pratica

Nel commercio elettronico i resi sono una voce di costo primaria e vanno progettati: regole chiare, etichetta di reso prestampata o generata online, punti di consegna comodi, un processo di controllo e ricondizionamento che rimetta in vendita in fretta ciò che è vendibile e decida subito per il resto (seconda scelta, reso al fornitore, smaltimento). Nel B2B il flusso principale è quello degli imballaggi e dei supporti, che ha senso economico solo se il tasso di ritorno è alto.

Attenzione a

Il diritto di recesso nelle vendite a distanza ai consumatori è fissato per legge (quattordici giorni, salvo eccezioni) e il venditore deve rimborsare entro termini precisi: la logistica dei resi deve rispettare quei tempi, non solo quelli interni.

Fonte. Artt. 52-59 del Codice del consumo (D.Lgs. 6 settembre 2005 n. 206) sul diritto di recesso, su Normattiva. Per i rifiuti da imballaggio e i prodotti a fine vita: D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152, parte quarta.