L'origine è un concetto giuridico, non geografico: una merce può essere spedita da un Paese e avere origine in un altro. L'origine non preferenziale serve per applicare dazi antidumping, contingenti, embarghi, marcatura "made in"; la regola base è che la merce è originaria del Paese in cui è stata interamente ottenuta o ha subito l'ultima trasformazione sostanziale. L'origine preferenziale è quella definita da ciascun accordo commerciale dell'Unione (con Regno Unito, Giappone, Canada, Corea, Svizzera, Paesi mediterranei e altri): se la merce rispetta le regole dell'accordo, entra con dazio ridotto o nullo.

In pratica

Per ottenere il trattamento preferenziale serve una prova di origine: certificato EUR.1 rilasciato dalla dogana, dichiarazione di origine sulla fattura (sotto una certa soglia, o da esportatore autorizzato o registrato nel sistema REX a seconda dell'accordo), attestazione di origine nel caso di alcuni accordi recenti. L'esportatore che rilascia una prova di origine deve poter dimostrare che le regole sono rispettate (liste di lavorazione, dichiarazioni dei fornitori) e conserva i documenti per anni.

Attenzione a

Dichiarare un'origine preferenziale non dovuta espone l'esportatore a sanzioni e il compratore al recupero dei dazi. Chi ha prodotti con componenti di più Paesi deve fare un calcolo di origine per ogni accordo che vuole usare.

Fonte. Artt. 59-68 del Regolamento (UE) 952/2013 e regole di origine negli allegati dei singoli accordi, su EUR-Lex; guida pratica sul portale Access2Markets della Commissione europea.