Il codice a barre sulle confezioni è quasi sempre un GTIN-13 (storicamente EAN-13): un numero di tredici cifre che identifica un prodotto in modo univoco nel mondo, assegnato dal proprietario del marchio che ha aderito a GS1 nel proprio Paese. Il GTIN-14 identifica le unità logistiche (il cartone da 12, il pallet da 48). Il sistema GS1 definisce anche come codificare altre informazioni: con i codici GS1-128 (barre lineari) o GS1 DataMatrix (bidimensionali), ogni dato è preceduto da un "identificatore di applicazione" (per esempio 10 per il lotto, 17 per la scadenza, 37 per la quantità).
In pratica
Per un magazzino il vantaggio è leggere invece di digitare: un codice GS1-128 su un cartone permette di registrare articolo, lotto e scadenza con una sola lettura al ricevimento. Per questo la grande distribuzione e la farmaceutica chiedono ai fornitori etichette GS1 conformi. I codici proprietari (numeri interni) vanno bene dentro un solo magazzino, non tra aziende. GS1 sta promuovendo il passaggio ai codici bidimensionali anche alle casse ("Sunrise 2027").
Attenzione a
Il GTIN va assegnato dal proprietario del marchio, non inventato: codici "fatti in casa" con prefissi non propri generano collisioni nelle banche dati dei clienti e vengono rifiutati.