Un'etichetta RFID passiva non ha batteria: si attiva con l'energia del campo del lettore e trasmette il proprio codice. Rispetto al codice a barre, non serve inquadrarla e si possono leggere centinaia di etichette in pochi secondi, per esempio tutto il contenuto di un roll in un varco. Lo standard più diffuso in logistica è l'UHF (banda 860-960 MHz), con codici strutturati secondo lo schema GS1 EPC, che estende il GTIN con un numero di serie per ogni pezzo.

In pratica

Le applicazioni dove rende: inventario rapido nei negozi e nei magazzini di abbigliamento (dove l'etichetta è applicata in produzione), controllo di uscita e di carico ai varchi, tracciamento di contenitori riutilizzabili e attrezzature, gestione dei capi in lavanderia industriale. Le difficoltà: metalli e liquidi schermano o riflettono il segnale, le letture possono includere oggetti vicini non voluti, l'etichetta costa più di una stampa a barre. Il progetto va validato con prove sul campo con la merce vera.

Attenzione a

RFID non sostituisce il codice a barre: lo affianca. Le etichette portano di norma entrambi, e il codice a barre resta il riferimento con i partner che non leggono RFID.

Fonte. Standard GS1 EPC/RFID (Tag Data Standard, Gen2) sul sito GS1; norma ISO/IEC 18000-63 sul sito ISO.