Il fill rate misura la disponibilità dal lato della quantità: se i clienti hanno ordinato 1.000 pezzi e ne sono stati consegnati 970 dalla scorta, il fill rate a pezzi è del 97 per cento. Si calcola anche a righe (righe consegnate complete su righe ordinate) e a ordini (ordini consegnati completi su ordini ricevuti); il valore scende passando da pezzi a righe a ordini, perché basta una riga incompleta a rendere incompleto l'ordine.
In pratica
È l'indicatore giusto quando quello che conta è la quantità servita, non il numero di episodi: una rottura di stock su un articolo che vende 10.000 pezzi al mese pesa più di dieci rotture su articoli che ne vendono 10. Si confronta con la scorta di sicurezza: il livello di servizio "di ciclo" usato nelle formule è una probabilità di non andare in rottura, e un fill rate del 97 per cento può corrispondere a un livello di ciclo molto più basso, perché le rotture durano poco e coprono una parte piccola della domanda.
Attenzione a
La domanda che non viene registrata (il cliente che non ordina perché sa che manca) fa salire il fill rate senza che il servizio sia migliorato: va letto insieme ai backorder e alle vendite perse stimate.
Fonte. Pratica professionale; dizionario APICS/ASCM.