L'OTIF conta come riuscita solo la consegna che rispetta insieme due condizioni: in tempo (on time, nella finestra concordata) e completa (in full, tutta la quantità ordinata). Un ordine consegnato in tempo ma con una riga mancante conta come fallito, e così uno completo ma in ritardo di un giorno. Per questo l'OTIF è più severo dei suoi componenti presi separatamente ed è l'indicatore che i grandi clienti usano per valutare, e penalizzare, i fornitori.
In pratica
Le scelte di definizione cambiano il risultato: l'unità di misura (ordine, riga, collo), la finestra temporale (il giorno, l'orario di appuntamento), la tolleranza sulle quantità (completa al 100 per cento o almeno al 98), il riferimento (data richiesta dal cliente o data confermata dal fornitore). Due aziende con OTIF "al 95 per cento" possono avere servizi diversi. Quando si firma un contratto con penali, la definizione va scritta riga per riga, e la misura va condivisa con i dati del cliente, non solo con i propri.
Attenzione a
L'OTIF misurato sulla data confermata e non su quella richiesta nasconde il problema: un fornitore può confermare sempre tardi e avere un OTIF perfetto.
Fonte. Pratica professionale; definizioni coerenti con il modello SCOR dell'ASCM (indicatore "Perfect Order Fulfillment").